La rivoluzione del poeta
Â
Cos’altro ancora la mia parola
se non arma
coltello e lama
penna iniettata di veleno,
di sudore?
Contro lo sciacallaggio dell’ottimismo
nella cecitĂ mediale
compito e dovere
portare letizia e rivolta
carezza e scompiglio
nel torpore.
Â
Potenza d’un petalo
purpureo di papavero:
oppio alle mie vene
ed alle papille miele d’acacia,
rompi i silenzi dei tormenti
e delle nebbie del giorno ingrato,
di fatiche operaie
raccogli il sangue nelle mie penne.
Â
Lucifero