La rivoluzione del poeta
Cos’altro ancora la mia parola
se non arma
coltello e lama
penna iniettata di veleno,
di sudore?
Contro lo sciacallaggio dell’ottimismo
nella cecità mediale
compito e dovere
portare letizia e rivolta
carezza e scompiglio
nel torpore.
Potenza d’un petalo
purpureo di papavero:
oppio alle mie vene
ed alle papille miele d’acacia,
rompi i silenzi dei tormenti
e delle nebbie del giorno ingrato,
di fatiche operaie
raccogli il sangue nelle mie penne.
Lucifero
vai cosi’.. assedia la rete di poesia!
ci provo, Luca …
e spero che la gente si svegli, che parli, che scriva.
un abbraccio, grazie.